Geminiani, sonatas op.4, vol 2
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Sonatas op.4, vol.2
Sonata op. 4 n. 4 in Re minore
Sonata op. 4 n. 8 in Re minore
Sonata op. 4 n. 2 in Mi minore
Sonata op. 4 n. 5 in La minore
Sonata op. 4 n. 9 in Do minore
Sonata op. 4 n. 11 in Si minore

Liana Mosca violino
Antonio Mosca violoncello
Luca Pianca arciliuto
Giorgio Paronuzzi clavicembalo

Geminiani, sonatas op.4, vol 1 play

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Sonatas op.4, vol.1 Sonata op. 4 n. 1 in Re maggiore Sonata op. 4 n. 7 in La maggiore Sonata op. 4 n. 3 in Do maggiore Sonata op. 4 n. 6 in Re maggiore Sonata op. 4 n. 10 in La maggiore Sonata op. 4 n. 12 in La maggiore Liana Mosca violino Antonio Mosca violoncello Luca Pianca arciliuto Giorgio Paronuzzi clavicembalo

Stradivarius è lieta di presentare Francesco Saverio Geminiani Geminiani appartiene ad un’epoca e ad un mondo che sapeva conciliare l’idea di un “buon gusto” inteso come senso comune e naturale dell’uomo colto, pensato come “gentiluomo” piuttosto che come “dotto” o “professore”, con la consapevolezza che di fronte agli oggetti della bellezza e dell’espressione possono nascere “mille sentimenti diversi”. È per questo che il compito dell’esecutore non può mai essere quello di svolgere una procedura stabilita una volta per tutte, ma piuttosto quello di entrare virtuosamente (il virtuosismo è una categoria tanto etica, quanto estetica) in sintonia con il “genio” del compositore e con i sentimenti, la mente e le passioni dell’ascoltatore. Abbiamo a che fare nella musica di Geminiani con l’ideale di un virtuosismo dei suoni e dell’anima che non si pensa in contraddizione o in polemica con il senso comune, ma che al contrario lo vuole realizzare nella sua pienezza. Questo significa che oggi il compito dell’esecutore non può nella sua sostanza essere diverso da quello che spettava all’esecuzione di Geminiani stesso nel suo tempo. Ma per fare questo bisogna trovare una sintonia tanto con il “genio” del compositore, quanto con il “buon gusto” dell’ascoltatore, che certamente non è più quello del secolo dei Lumi. Significa che ora come allora eseguire non è tanto questione di filologia dotta, quanto piuttosto di “virtuosismo” del suono e dell’immaginazione, della mente e delle passioni. Facciamo nostro nei confronti degli ascoltatori l’auspicio che Geminiani esprimeva nei confronti del suo pubblico: «Sarò estremamente grato all’altrui indulgenza, se questi miei sforzi si proveranno utili e piacevoli per il pubblico quanto sinceramente intendevo essi fossero» (Regole per Suonare con Buon Gusto). Liana Mosca

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